ETICA DEL LINGUAGGIO: l’approccio di Rosenberg

Quando si parla di dibattito e comunicazione, spesso ci si concentra su metodi e contenuti, trascurando un aspetto fondamentale: come parlare. L’abilità di esprimersi in modo corretto non si limita alla chiarezza o alla persuasione, ma include anche empatia ed etica del linguaggio. Per sviluppare una comunicazione autentica e rispettosa, è necessario allenare gli studenti non solo a ciò che dicono, ma anche a come lo dicono.

Marshall Rosenberg, psicologo e ideatore della Comunicazione Nonviolenta (CNV), ha sviluppato un metodo basato sull’ascolto attivo, l’empatia e il rispetto reciproco. Secondo il suo approccio, la motivazione non deve derivare da premi o punizioni, ma dalla comprensione dei bisogni e dal dialogo autentico.

La CNV si fonda su quattro elementi chiave:

  • Osservazione → Descrivere i fatti in modo oggettivo, senza giudizio.
  • Sentimenti → Esprimere come ci si sente rispetto alla situazione.
  • Bisogni → Individuare il bisogno che sta dietro all’emozione.
  • Richieste → Formulare una richiesta chiara e concreta per risolvere la situazione.

Esempio pratico

Immaginiamo una situazione in classe: “Durante un’attività di gruppo, Marco e Giulia iniziano a discutere animatamente. Marco accusa Giulia di non aver fatto la sua parte, mentre Giulia si difende dicendo che non le erano state assegnate chiaramente delle responsabilità. Il tono si alza e la tensione cresce.”

Dal punto di vista dell’insegnante

  • Osservazione: “Vedo che c’è un disaccordo su come è stato svolto il lavoro.”
  • Sentimento: “Mi preoccupa che questo possa ostacolare la collaborazione.”
  • Bisogno: “Per me è importante che tutti si sentano ascoltati.”
  • Richiesta: “Possiamo provare a discutere senza giudizi, ascoltandoci a vicenda?”

Dal punto di vista di uno studente

  • Osservazione: “Alcune parti del lavoro non sono state completate e non so chi doveva occuparsene.”
  • Sentimento: “Mi sento frustrato perché temo di non riuscire a finirlo in tempo.”
  • Bisogno: “È importante per me che il lavoro sia equamente distribuito.”
  • Richiesta: “Possiamo chiarire insieme i compiti per evitare altri malintesi?”

Attività: Laboratorio di comunicazione nonviolenta

Obiettivo: Sviluppare la capacità di analizzare e riformulare situazioni problematiche in chiave empatica e costruttiva.

1. Preparazione

  • L’insegnante scrive delle situazioni problematiche tratte dalla vita scolastica (es. litigi tra compagni, incomprensioni, mancanza di collaborazione). Si può chiedere assistenza all’IA.
  • Alla lavagna vengono scritte quattro colonne: Osservazione – Sentimenti – Bisogni – Richieste.

2. Esercitazione guidata

  • L’insegnante legge il primo caso problematico e, con tutta la classe, si compila la tabella con le opinioni degli studenti.
  • Questo passaggio serve a chiarire il metodo e dare un modello di riferimento.

3. Lavoro in gruppo

  • Gli studenti, divisi in gruppi di tre, ricevono un’altra situazione e compilano individualmente un bigliettino con le quattro voci della CNV.
  • Dopo aver riflettuto individualmente, si uniscono con un altro gruppo e confrontano le loro risposte, cercando connessioni e differenze.
  • Il gruppo cambia ancora e ripete il confronto con altri compagni, ampliando la discussione. 

4. Condivisione finale

  • L’insegnante raccoglie alcuni biglietti, ne legge il contenuto e guida una discussione collettiva.
  • La classe riflette su quanto il modo in cui parliamo può influenzare le relazioni e l’apprendimento.

Qui sotto puoi scaricare un PDF con alcune situazioni problematiche da utilizzare in classe.