INTERRUZIONE STRATEGICA IN CLASSE

EFFETTO HEMINGWAY
Ernest Hemingway offriva un consiglio sulla scrittura valido non solo per chi crea testi, ma per chiunque affronti un lavoro impegnativo, incluso l’apprendimento.

Secondo Hemingway, il segreto non è lavorare finché non si è stanchi, ma interrompere quando si è ancora nel pieno della chiarezza e del flusso. Diceva: “La cosa principale è sapere quando fermarsi. Quando stai ancora andando bene e arrivi a un punto interessante e sai cosa succederà dopo, quello è il momento di fermarti.”

Fermarsi nel momento di massima lucidità non è rinuncia, ma strategia: preserva concentrazione, riduce fatica e rende più semplice riprendere il lavoro il giorno successivo. Non a caso Hemingway raccomandava anche: “Non prosciugarti mai completamente. Lascia sempre qualcosa per il giorno dopo.”

È un consiglio letterario, ma parla direttamente anche alla scuola: non serve portare i ragazzi fino allo sfinimento cognitivo. A volte, fermarsi quando si è ancora freschi rende il lavoro più efficace, più motivante e più sostenibile nel tempo.

Anni dopo, la psicologia avrebbe dimostrato scientificamente la stessa dinamica attraverso due fenomeni oggi ben noti, l’Effetto Zeigarnik e l’Effetto Ovsiankina.

BASI PSICOLOGICHE

  1. L’Effetto Zeigarnik è un fenomeno psicologico secondo cui tendiamo a ricordare meglio i compiti incompleti o interrotti rispetto a quelli portati a termine.
    È stato scoperto dalla psicologa russa Bluma Zeigarnik negli anni ’20. Osservò che i camerieri di un caffè ricordavano meglio gli ordini non ancora pagati rispetto a quelli già saldati. Una volta completato il compito, la memoria tendeva a liberarsene.
    Quando iniziamo un’attività, il nostro cervello crea una tensione mentale legata al completamento. Se l’attività resta incompleta o interrotta, quella tensione persiste, mantenendo attiva l’informazione nella memoria.
  2. L’Effetto Ovsiankina è un fenomeno psicologico secondo cui, quando un’attività viene interrotta prima del suo completamento, le persone tendono a volerla riprendere e portare a termine. In altre parole, quando interrompi un compito non finito, nasce in te una spinta interna a completarlo.

APPLICAZIONI PRATICHE A SCUOLA
– Il CLIL può essere utilizzato come strategia didattica che sfrutta le stesse basi psicologiche menzionate: lasciando incompiuti testi, esperimenti o attività, si stimola la tensione cognitiva e il desiderio naturale di completamento.
– Lasciare incompleta una mappa concettuale, una lettura, un esperimento per poi terminarlo a casa o la prossima lezione.
– Dare compiti iniziati in classe ma non completati.
– Concludere la lezione con una domanda importante lasciata aperta, senza dare la risposta immediata, stimolando la riflessione fino alla ripresa del lavoro.
– Leggere un testo o iniziare un esperimento o problema e fermarsi sul momento di massimo climax, chiedendo agli studenti di ipotizzare come proseguirà o di scrivere un finale alternativo.
– Introdurre un concetto o teoria complessa spiegandone solo le basi e invitare gli studenti a elaborare esempi pratici da portare alla lezione successiva.
– STORIE A STRATI = https://laboratoriodeldocente.com/2025/07/23/storie-a-strati/

Questo post prende spunto dal seguente articolo: https://bigthinkmedia.substack.com/p/tap-into-the-hemingway-effect-to?utm_source=post-email-title&publication_id=2863167&post_id=167746791&utm_campaign=email-post-title&isFreemail=true&r=2uxdfr&triedRedirect=true&utm_medium=email