Anche l’IA ha un IMPATTO AMBIENTALE

Post ispirato dal seguente articolo: https://www.washingtonpost.com/climate-solutions/2025/06/19/ai-chatgpt-energy-climate-change/

Una crescita silenziosa ma esplosiva

Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale è entrata nella nostra vita quotidiana con una rapidità sorprendente. Da strumenti educativi a compagni digitali, modelli come ChatGPT vengono consultati ogni giorno da milioni di utenti per i motivi più disparati. Tuttavia, dietro questa apparente leggerezza si nasconde una realtà invisibile: ogni nostra domanda richiede un’enorme quantità di dati, elaborazioni, server attivi 24 ore su 24. E tutto questo ha un costo, anche se non si vede.

Un impatto ambientale che non possiamo ignorare

Per far funzionare questi sistemi servono grandi quantità di energia elettrica e acqua per il raffreddamento dei data center. Alcuni impianti statunitensi, ad esempio, consumano milioni di litri d’acqua al giorno e funzionano ancora in parte con fonti non rinnovabili. Quindi il problema non è solo tecnologico, ma ecologico: l’AI genera emissioni e sfrutta risorse preziose in modo crescente e spesso incontrollato.

Quando è meglio evitare l’AI

  • Per domande semplici (es. orari di un negozio, fatti di base), è preferibile usare un motore di ricerca o un sito affidabile.
  • Una ricerca Google consuma circa 10 volte meno energia di una richiesta a ChatGPT.
  • Per evitare risposte non richieste, generate dall’AI nei motori di ricerca:
    • Usa la scheda “web” anziché quella predefinita.
    • Aggiungi “-ai” alla fine della query.
    • Usa motori alternativi come DuckDuckGo, che permettono di disattivare le risposte AI.

Quando ha senso usare l’AI

  • Per compiti complessi: sintesi, traduzioni, riformulazioni, brainstorming.
  • Secondo il prof. Bill Tomlinson, in alcuni casi l’IA produce meno CO₂ rispetto al lavoro umano su laptop, perché un prompt dura pochi secondi mentre scrivere o disegnare da soli può richiedere ore e consumare più energia.

Quale modello usare

Non tutti i modelli AI sono uguali: alcuni sono più grandi e precisi, ma anche più energivori; altri sono più leggeri e consumano meno. Per attività semplici (es. correggere un compito, scrivere un’email breve) è sufficiente usare un modello più piccolo come o4-mini, che consuma meno energia. Per attività complesse o teoriche, può essere utile un modello più grande, come GPT-4.5, anche se comporta un maggiore impatto ambientale.

In ogni caso, per ridurre il consumo:

  • Scrivi domande brevi e dirette
  • Chiedi risposte concise
  • Evita parole inutili o formule di cortesia
  • Non trattare l’AI come una persona, non è necessario dire “per favore” o “grazie”.

PROPOSTA DI LEZIONE – L’USO CONSAPEVOLE DELL’IA

1. Brainstorming. In piccoli gruppi, gli studenti fanno una lista di 3 problemi connessi all’IA (Es. Spreco energetico, dipendenza e pigrizia cognitiva, disinformazione, perdita del pensiero critico)

2. Ordina i problemi. Gli studenti mettono in ordine i problemi, dal più al meno grave, e ne discutono.

3. Focus sullo spreco energetico. Forma nuovi gruppi e mostra una fotografia relativa allo spreco energetico legato all’uso dell’intelligenza artificiale. Gli studenti cercano di individuare il tema dell’immagine. Successivamente, analizzano il problema aiutandosi con le seguenti domande guida:

  • In che modo l’IA spreca energia?
  • Quando è utile usare l’IA?
  • Quando è meglio evitarla?
  • Quale modelli IA usare?
  • Come possiamo risparmiare risorse?
  • Che alternative possiamo trovare?

4. Lettura e creazione. Allo schermo mostra le slide con info riassuntive dell’articolo sull’uso consapevole dell’IA qui analizzato (link in alto).

Gli studenti hanno circa 2 minuti per ogni slide, per leggere e prendere brevi appunti. In coppia poi ne faranno una mappa mentale, un’infografica o un poster da appendere alla parete con info e disegni. 

5. Confronto finale. Segue discussione collettiva che riassuma i punti focali del problema e le possibili soluzioni da adottare.