MENO PAROLE, PIÙ ASCOLTO

Le moderne metodologie didattiche ridefiniscono il ruolo del docente: non più semplice trasmettitore di nozioni, ma facilitatore dell’apprendimento. Il suo compito è organizzare le attività, definire le regole, monitorare il processo e guidare il feedback. 

In questa prospettiva, il teacher talking time (TTT) deve essere ridotto al minimo, mentre lo student talking time (STT) dovrebbe essere aumentato, favorendo così una maggiore partecipazione degli studenti.

Tuttavia, limitare il proprio intervento non è facile. La tentazione di divagare o condividere/ostentare il proprio sapere è forte e difficile da contenere.

È quindi essenziale porsi queste domande:

– Durante la lezione, chi parla di più: io o gli studenti?

– Dopo una domanda, lascio abbastanza tempo per la risposta o intervengo subito?

– Le mie spiegazioni sono brevi e mirate o diventano lunghi monologhi?

– Gli studenti hanno sufficiente spazio per discutere tra loro senza il mio intervento?

– Le istruzioni sono chiare e sintetiche o rischio di ripetermi troppo?

– Correggo subito gli errori o lascio spazio all’autocorrezione?

– Le attività in classe consentono agli studenti di essere protagonisti o dipendono sempre da me?

Se la risposta a molte di queste domande indica un forte sbilanciamento verso l’insegnante, è utile ridurre il teacher talking time per rendere la lezione più interattiva e partecipativa. 

COME?

Evita di esprimere quanto trovi interessante un certo tema, a meno che non serva a stimolare il loro coinvolgimento. Il tuo obiettivo è scoprire quanto piace a loro.

Limita l’espressione delle tue opinioni su un tema, per evitare di influenzare troppo il pensiero degli studenti o di indirizzare l’attività verso un unico punto di vista: il tuo. Lascia che siano prima loro a condividere le proprie opinioni.

Ricorda il paradosso del bambino silenzioso con un genitore logorroico: se uno parla troppo, l’altro non sente il bisogno di farlo. Il flusso continuo del tuo discorso potrebbe scoraggiarli. 

Dì solo ciò che è essenziale, senza divagare. Se perdi il filo, rischi di perdere parte della classe. Meno è meglio.

Non riempire il silenzio con la tua voce. Lascia che siano loro a farlo. 

Il silenzio degli studenti non significa che non sappiano. Potrebbe indicare che non hanno ricevuto istruzioni chiare o che compagni più estroversi dominano la conversazione.

Pianifica attentamente quando parlare e perché. Monitora quanto stai parlando per evitare di divagare.

In caso di domande o dubbi degli studenti, evita di rispondere subito. Poni domande che stimolino la riflessione e li indirizzino verso la risposta.

Progetta la lezione con domande aperte che richiedano più di un semplice “sì” o “no”. 

Dai loro più tempo per correggersi da soli, completare una frase o pensare alla risposta. Ciò che per noi è naturale richiede più tempo per loro. Non essere impaziente.

Focalizza i tuoi interventi su commenti positivi e riconoscimenti dei loro sforzi. 

Se appropriato, raccogli feedback dagli studenti, evitando di imporre sempre e solo le tue idee.