
Robert K. Merton, sociologo del Novecento, ha introdotto il concetto di “self-fulfilling prophecy” (profezia che si autoadempie). Questo fenomeno accade quando una convinzione o previsione, anche se inizialmente infondata, porta a comportamenti che fanno sì che quella previsione si realizzi.
Come funziona:
- Credenza iniziale: qualcuno crede che una certa cosa accadrà.
- Azione influenzata dalla credenza: questa convinzione porta le persone a comportarsi in un certo modo.
- La credenza si realizza: questi comportamenti portano effettivamente a realizzare ciò che inizialmente era solo una previsione incerta.
Pur non sviluppato specificamente per l’educazione, il concetto di Merton ha avuto un forte impatto sulla pedagogia, grazie alle ricerche successive, come l’Effetto Pigmalione di Rosenthal che ha dimostrato come le aspettative degli insegnanti influenzano le prestazioni degli studenti.
Quando un insegnante considera uno studente più o meno capace, lo tratterà in modo diverso, influenzando il comportamento dello studente che finirà per adattarsi a questa visione. Questo processo crea un circolo vizioso dove l’alunno diventa ciò che l’insegnante si aspetta.
Se un insegnante sminuisce un alunno, egli potrebbe sentirsi demotivato e trattato ingiustamente, influenzando i suoi risultati. Al contrario, quando un insegnante investe più fiducia in uno studente, questo beneficerà di maggiore supporto, rafforzando la sua performance. Tale discriminazione, infine, può estendersi anche ad altri membri della comunità scolastica, come compagni e famiglie.
I concetti di Merton e di Rosenthal trovano le loro radici nel pensiero di Aristotele, il quale riteneva che, credendo nel potenziale degli studenti, e facendolo sapere loro, li si poteva spingere a raggiungere alti livelli di realizzazione.
Questo principio, legato alla fiducia e alla motivazione, rappresenta una delle pietre miliari dell’insegnamento.

La metafora del mago di Oz
Come il Mago di Oz trasforma il leone codardo in un eroe e lo spaventapasseri distratto in un saggio con semplici simboli di fiducia, così l’insegnante ha il potere di trasformare i suoi studenti attraverso piccoli gesti di incoraggiamento. Questo “potere magico” si basa sul far percepire agli studenti il loro valore e le loro possibilità.
Strategie per diventare il “mago” in classe
- Proponi attività iniziali semplici e accessibili, in modo che ogni studente possa sperimentare un senso di realizzazione.
- Riconosci i risultati con un sincero “bravo!” o una parola di apprezzamento.
- Gira per la classe, incoraggia e supporta ogni studente, offrendo il tuo aiuto in modo attento e personalizzato.
- Non focalizzarti solo sugli errori: metti in evidenza i progressi, per quanto piccoli, e sottolinea i successi.
- Insegna agli studenti che il successo nasce dall’impegno costante, non solo dal talento innato.
- Non focalizzarti solo sul voto ma nota e sottolinea i miglioramenti specifici, ad esempio: “Ho visto che oggi hai partecipato più spesso!” o “Ottimo lavoro nel rivedere i tuoi appunti prima di rispondere.”
- Evidenzia i miglioramenti, anche piccoli, confrontando il lavoro attuale con quello precedente: “Rispetto alla scorsa volta, hai fatto un grande passo avanti!”
- Fai notare il tempo e l’impegno dedicati: “Si vede che hai lavorato molto su questo progetto!”
- Loda uno studente pubblicamente per il suo impegno.
- Dedica agli studenti un momento privato a fine lezione per un apprezzamento sincero che rafforzi la sua fiducia.
- Non limitarti a giudicare un voto isolatamente, ma confrontalo con quelli precedenti per evidenziare i miglioramenti. Un 5 potrebbe sembrare un’insufficienza, ma rappresenta un passo avanti significativo se il voto precedente era un 4.
- Fomenta un ambiente in cui gli studenti si sostengono e si incoraggiano reciprocamente. Dopo un lavoro, forma delle coppie e invitali a individuare, analizzare e correggere insieme gli errori. Questo approccio collaborativo riduce la pressione individuale e sposta l’attenzione dall’errore personale al processo condiviso di miglioramento.
- Proponi attività di peer-to-peer learning, in cui gli studenti collaborano, condividono idee e forniscono feedback costruttivo sui lavori dei compagni.
- Insegna agli studenti a vedere il fallimento come una tappa naturale nel percorso verso il miglioramento.
- Trasforma gli errori in preziose opportunità di apprendimento. Incoraggiali a riflettere sugli errori, a capire cosa non ha funzionato e a considerarlo come un punto di partenza per crescere.
- Offri possibilità concrete di riscatto; se uno studente ottiene un voto insufficiente, concedigli l’opportunità di recuperare attraverso una nuova prova o un’attività mirata, permettendogli di dimostrare le sue capacità.
- Per rafforzare la fiducia e il senso di collaborazione, valuta l’opzione di ignorare il voto peggiore in una lista di voti relativi a un certo periodo, trasmettendo così il messaggio che il tuo ruolo è di supporto, non di giudizio
L’articolo nasce dalla lettura di un passaggio del libro di Bob Bates, Learning Theories Simplified, dedicato ad Aristotele, Merton e al concetto di ‘self-fulfilling prophecy’.”
