LEZIONE FRONTALE? NO, GRAZIE!

La lezione frontale è un metodo tradizionale in cui l’insegnante spiega l’argomento e gli studenti ascoltano. Si basa su esposizioni orali e l’uso della lavagna, con scarsa interazione tra insegnante e studenti.

Le caratteristiche della lezione frontale sono considerate superate da diverse teorie della didattica, che pongono l’accento su approcci più interattivi, collaborativi e basati sull’apprendimento attivo. 

Ecco alcune teorie che criticano il modello frontale tradizionale, accompagnate da attività alternative più moderne:

1. Costruttivismo (Piaget, Dewey)

PRINCIPIO: Secondo il costruttivismo, l’apprendimento è un processo attivo in cui lo studente costruisce conoscenze nuove attraverso l’interazione con l’ambiente e il confronto con gli altri. Questo approccio promuove un coinvolgimento diretto, in cui l’esperienza e la partecipazione attiva permettono di sviluppare significati personali.

ATTIVITÀ: mappa concettuale. Dopo aver assegnato la lettura di un testo, gli studenti sono incaricati di riassumerlo creando una mappa concettuale in gruppi. In questo modo, invece di ricevere passivamente il contenuto letto dall’insegnante, gli studenti lavorano insieme per selezionare i concetti chiave e stabilire connessioni, costruendo così attivamente la propria comprensione.

2. Teoria socioculturale (Vygotskij)

PRINCIPIO: Questa teoria sottolinea il ruolo delle interazioni sociali e della mediazione culturale nell’apprendimento, evidenziando l’importanza dei processi collaborativi. La lezione frontale limita le interazioni tra studenti e non valorizza la “zona di sviluppo prossimale”, ovvero il livello di apprendimento che può essere raggiunto grazie all’aiuto di compagni di classe. 

ATTIVITÀ: Think-pair-share, è un tutoring tra pari che favorisce l’apprendimento collaborativo, poiché entrambi i partecipanti traggono vantaggio dal confronto e dalla condivisione di conoscenze.

3. Teoria dell’apprendimento esperienziale (Kolb)

PRINCIPIO: Kolb propone che l’apprendimento è un processo ciclico che parte dall’esperienza concreta, seguita dall’osservazione riflessiva, dalla concettualizzazione astratta e dalla sperimentazione attiva. L’approccio frontale non fornisce spazio per tali processi. 

ATTIVITÀ: simulazioni in cui gli studenti simulano situazioni reali (come negoziazioni, dibattiti storici o scenari di problem-solving). Questo permette di immergersi nell’esperienza, riflettere sui comportamenti e sulle scelte, e sviluppare strategie migliorative per applicarle.

4. Apprendimento significativo (Ausubel)

PRINCIPIO: Secondo Ausubel, l’apprendimento è più efficace quando i nuovi concetti non sono semplicemente memorizzati in modo meccanico, ma integrati nella struttura cognitiva già esistente, arricchendo e modificando le conoscenze preesistenti. Durante la lezione frontale, invece, gli studenti tendono ad ascoltare in modo passivo senza avere l’opportunità di collegare il materiale a ciò che già conoscono.

ATTIVITÀ: Riflessione guidata, dove si fanno domande che incoraggiano gli studenti a riflettere su come il nuovo contenuto si relazioni con le loro conoscenze precedenti e su temi già studiati in classe. 

5. Teoria dell’autodeterminazione (Deci e Ryan)

PRINCIPIO: Questa teoria sostiene che la motivazione intrinseca, cioè l’interesse personale dello studente, è fondamentale per l’apprendimento. Esso si nutre di autonomia (Il bisogno di avere il controllo sulle proprie scelte e azioni), competenza (sentirsi efficaci e capaci di affrontare le sfide) e relazioni (sentirsi connessi agli altri e supportati). La lezione frontale tende a rendere lo studente passivo e privo di autonomia, limitando il suo coinvolgimento. Inoltre, spesso si concentra su una motivazione estrinseca, come il conseguimento di voti.

ATTIVITÀ: Progetto di ricerca autonomo in cui gli studenti scelgono liberamente un argomento di loro interesse, pianificano e conducono in autonomia la ricerca, definendo il percorso, lo strumento e le tappe da seguire.

In conclusione, è essenziale adottare attività più adatte agli studenti di oggi, valorizzando aspetti chiave come coinvolgimento attivo, collaborazione, esperienze concrete, conoscenze pregresse e motivazione intrinseca.